Punti di incontro tra gli studi del Dr. Heinrich Kremer, del Dr. Geerd Hamer e del Dr. Wilhelm Reich

“Viviamo in un mondo retto da regole che a seconda del punto di vista da cui osserviamo, studiamo con una o altra scienza. Ma la Scienza é una sola, frammentata dalla nostra incapacitá di comprenderla nel suo insieme.”

L’ incrocio di informazioniche si ottengono dagli studi di Hamer, Kremer, Reich, Alice Miller e altri ricercatori fornisce buoni strumenti di comprensione della realtá biológica e della malattia finora inediti nella nostra medicina moderna.
Ció che li rende inediti é la visione dinamica di questa realtá.
Questa é ovviamente un vantaggio al momento della terapia, rispetto alla visione statica e parziale, sempre piú microscópica e separata che mantiene la medicina ufficiale.
Il vantaggio stá nel fatto che essendo la natura stessa della vita dinamica e pulsante, piú un approccio considera queste sue qualitá e piú si avvicina alla realtá (pur essendo impossibile comprenderla interamente) dandoci, assieme a una piú profonda coscienza del fatto osservato una maggiore posibilitá di intervento per favorire il recupero dell’ equilibrio perso nella cosidetta “malattia”.

Lo studio del  Dr.Heinrich Kremer e IL Dr. Alfred Hassig sulla biología del corpo umano nasce dalla necesita di capire cosa é veramente l’ aids  dopo avere verificato che non é una malattia virale e che il cosidetto “test hiv” reagisce positivamente in contatto con proteine endogene, e non di un ipotetico virus che non é mai stato veramente isolato. Tutti i documenti ufficiali di preteso isolamento e riproduzione in vitro del virus, se esaminati attentamente, solo riportano una serie di fenomeni indiretti interpretati come virali per deduzione logica basandosi su criteri adattati di volta in volta a ció che fa piú comodo.

Il dr. Kremer era, negli anni '80, direttore della politica sanitaria in materia di alcool e droghe nei cinque principali Land tedeschi e direttore della clinica interregionale per giovani tossicomani. Il suo ospedale fu scelto per applicare il primo "test dell' hiv". Il dr. Kremer é molto rigoroso e chiese la documentazione di validitá del test prima di applicarlo. Quando si rese conto che la documentazione era insufficente protestó al ministero che gli comunicó che non era richiesta la sua opinione e che doveva solo consegnare il sangue dei suoi pazienti. Kremer lo mandó in forma anonima in provette numerate e aggiunse provette col sangue dei medici dell'ospedale. Il 20% dei pazienti dierono un risultato positivo e tra i medici si mantenne la stessa percentuale: anche il 20% dei medici risultava sieropositivo!!!!!!

Quando comunicó il risultato al ministero, fu ignorato e gli dissero di parlare direttamente con l' OMS (organizzazione mondiale della salute)
Chiese quindi all' OMS la documentazione relativa alla preparazione del test e alla provenienza delle proteine classificate come "proteine dell' hiv" e la risposta fu: "segreto commerciale protetto da brevetto" (!!!)
Il dr. Popovich, ex collaboratore di Gallo, riveló in seguito come si isolarono le proteine utilizzate come amo per ricercare la presenza di anticorpi corrispondenti nel cosidetto "test hiv": la teoria che Gallo voleva dimostrare era che la diminuzione dei linfociti T4 trovata nei primi pazienti di "aids" era dovuta alla loro distruzione da parte di un virus. Cosí isoló linfociti T4 di questi pazienti e li coltivó in laboratorio. Non ottenne nessuna espressione virale. Aggiunse quindi citochine  e alti stimolanti senza successo. Quando aggiunse idrocortisone ottenne una reazione: le cellule bloccano il normale metabolismo e espulsano proteine ossidate attraverso microvescicole (particelle formate dalla stessa membrana cellulare che contengono proteine che devono essere espulsate dalla cellula). sono queste proteine normali proteine cellulari manipolate in laboratorio che Gallo brevettó come htlvIII (human t-linfocyte virus III) piú tardi chiamato hiv (human immunodeficency virus)
Qual'é il risultato pratico? Se nel mio corpo si sommano fattori diversi di stress biologico che provocano nel tempo la aumentata produzione di cortisolo dalle ghiandole surrenali, nel mio corpo si ricrea la stessa condizione che Gallo produsse artificialmente in laboratorio, si produrranno sufficenti scorie cellulari endogene che stimoleranno la produzione di autoanticorpi in misura sufficente da dare un risultato positivo al "test hiv"

Quando Gallo manda al microscopista elettronico dr. Gonda le microvescicole per la identivicazione del virus, la risposta é che in que preparato non é possibile identificare nessun virus. Questo documento é semplicemente ignorato.
Iin un altro documento, dove il dr. Popovich scrive che non é possibile identificare presenza virale, si possono vedere le correzioni a mano di Gallo che censurano il documento ( http://sparks-of-light.org/Gallo-laboratoryrecords.html)

E' curioso che i "criteri di isolamento" dell' htlvIII erano gli stessi utilizzati nel preteso isolamento dell' htlv I e htlv II come causa di leucemia ( la esagerata produzione di linfociti ). Questo isolamento fu messo in dubbio da esperimenti di controllo negli studi di virus come causa di tumori, che si rivelarono un bluff negli anni 70 e che, visto che abbiamo memoria corta, sono stati riproposti in questi anni, col premio Nobel del 2007 per lo studio dell' elicobatter pilorii come causa del cancro di stomaco e il papilloma virus come causa del tumore al collo dell'utero con vendita immediata del vaccino corrispondente che costa 450 euro e che bisogna rinnovare ogni cinque anni !!!!!

Negli anni 90 la ricerca sul cosidetto “sistema immunitario” avevano fatto enormi passi rispetto agli anni 80, quando le poche informazioni sul tema permisero a Robert Gallo di montare la frode dell’ hiv. Ancora non si sapeva esattamente come si svolge la funzione del sistema immunitario cellulare (il cui blocco costituisce l’aids) attraverso l’ azione del gas NO (ossido di azoto) e altri gas (premio Nobel 98 a Furckgott e Ignarro)
Negli anni 90 si sapeva che la presenza o l’ assenza di linfociti T nel sangue periferico dipende da delicati equilibri di comunicazione tra le cellule e non é necessario implicare un fantomatico virus nel fatto e fare esperimenti chimici su malcapitati sieropositivi a un test falso.

Questa revisione di Kremer e Hassig é basata esclusivamente su dati ufficiali pubblicati da riviste scientifiche ed é contenuta nel libro del Dr Kremer “La rivoluzione silenziosa della medicina del cancro e dell’ aids”, in cui si relazionano dati di centri di ricerca diversi.
Il dr. Kremer non é mai stato attaccato in pubblico appunto perché  i dati che riporta sono strettamente ufficiali e denuncia che solo interessi commerciali impediscono che queste nuove informazioni vengano applicate nella medicina.

IL primo passo é la  considerazione della grande complessitá del corpo umano che é composto da
100 .000.000. 000.000  di cellule e ognuna sta svolgendo in ogni istante circa 10.000 reazioni bioelettrochimiche.
Ogni notte, quando prevalgono il sistema nervoso parasimpatico e gli ormoni di rilassamento, si duplicano 1.000.000. 000.000 di cellule e altrettante vengono smontate e riciclate da un sistema coordinato di cellule e organi che comunica attraverso messaggi chimici ed elettromagnetici e ricicla le cellule piú vecchie o danneggiate che vengono riconosciute appunto dal loro messaggio elettromagnetico.
A livello biologico il corpo lavora molto di piú di notte che di giorno.Questo spiega il rapido deterioro della salute quando il riposo é insufficente. Questo sistema é attivo quasi completamente nel riciclare cellule del corpo ed in piccola parte nel riciclare microbi esterni e altri antigeni, che non vengono riconosciuti come esterni, ma semplicemente non in armonia col corpo, nella stesso modo che le proprie cellule alterate. Il concetto di sistema immunitario a cui siamo abituati che ci “difende” da “attacchi esterni” é falso e semplicista e dovrebbe essere rivisto.
Vista questa enorme complessitá, é assolutamente impossibile cercare di capire e controllare il processo vitale. É possibile peró, osservando con rispetto e amore la vita, favorirne l’ equilibrio spontaneo, mantenendo le condizioni a lei favorevoli.
Per comprendere meglio la dinamica vitale Kremer e Hassig utilizzano lo studio di Alfred  Phiscinger degli anni 60 (un ottimo studio che se applicato nell’ educazione sanitaria sarebbe sufficente a mantenere sana la popolazione, ovviamente ignorato dalla medicina) che analizza l’ ambiente in cui vivono le cellule.
Il corpo umano é formato da circa il 70 % di acqua salata. Del restante 30 % , solo il 10 % é composto da cellule, che non si toccano fra di loro. Il 20 % é composto dal matrix extracellulare, una specie di spugna di fibra e collagene che avvolge tutte le cellule e che é imbevuto dell’ acqua salata che compone il nosto mare interno.
Dato che ogni reazione di ossidoriduzione che avviene nel corpo é uno scambio di elettroni, ossia una corrente elettrica, i sali che svolgono funzione elettrolitica sono indispensabili per la vita, sono la condizione primaria che ha permesso ai primi batteri di formarsi nel mare originario.
Quando la vita si sposta sulla terra l’organismo porta con sé come un otre, una bolla di acqua di mare e i reni assumono una funzione di diga per mantenere la quantitá di “mare” necessaria per mantenere la vita delle cellule.(vedi l’ottimo studio di René Quinton sulla terapia con acqua di mare). Il sangue mantiene la stessa proporzione di sali (eccetto il magnesio in concentrazione tre volte maggiore nel mare. che l’ acqua di mare) in concentrazione di un terzo di quella dell’acqua di mare.
É nello spazio extracellulare che si determinano le condizioni di “coltivo” delle nostre cellule che dipendono dalla qualitá del nostro “mare interno”. Lí sfociano i capillari, si raccoglie la linfa, terminano i “capillari” del sistema nervoso con fibre rilassanti ed eccitanti, i linfociti, i macrofagi, gli anticorpi svolgono continuamente una azione di mantenimento dell’ ambiente favorevole.
Il passo seguente di Kremer é rivedere la storia dell’evoluzione cellulare secondo le ultime scoperte.
La vita comincia nel mare.lo stimolo iniziale é l’energia luminosa che si diffonde nello spazio, si accumula nella ionosfera e scende sulla terra in una pioggia costante. Possiamo immaginiare le reazioni biologiche cone un passaggio di elettroni da una molecola ad un altra come  una ruota  di un mulino e la luce é l’acqua che muove la ruota. Il sole é fonte di luce visibile. Altre frequenze di luce che i nostri occhi non percepiscono si diffondono nello spazio. L’energia non viaggia in un flusso costante ma in “pacchetti quantici” ossia come pulsazione.
Nel mare primordiale questo flusso provoca la formazione di aminoacidi (esperimento di Miller del 1954)
che formano proteine che si accumulano e concatenano formando le prime forme di vita.
Nell’ acqua tutto ció che si introduce tende a sciogliersi. Se si aggiunge energia si crea l’impulso contrario, la agglomerazione (il solve et coagula degli alchimisti, lo yin e yang degli orientali).
Il continuo flusso di energia provoca la formazione di forme di simbiosi sempre piú complesse, batteri si uniscono in una unica cellula scambiandosi i prodotti del metabolismo e unendo i loro dna.
Si é trovata una forma di simbiosi costituita da una ameba con alcuni stafilococchi piantati come una coda. Ció permette all’ameba di muoversi e agli stafilococchi di essere protetti.
L’atmosfera originaria non contiene ossigeno libero, e i batteri producono ATP (la molecola per il trasporto dell’energia) attraverso la fermentazione del glucosio con idrogeno (glicolisi). Con una molecola di glucosio producono 2 molecole di ATP.
Quando alcuni tipi di batteri cominciano a prelevare l’idrogeno dall’acqua con l’utilizzo della luce (prima funzione clorofilliana) appare l’ossigeno libero che arriva alla concentrazione del 20% della atmosfera. Tuttora l’ossigeno che respiriamo proviene dai batteri del mare.
I mitocondri sono batteri che imparano ad utilizzare  nella loro produzione di ATP l’ossigeno che essendo molto piú attivo dell’idrogeno permette loro di produrre 38 molecole di ATP con una di glucosio.
La partecipazione dei mitocondri alla simbiosi cellulare rappresenta un grande vantaggio energetico che permette la nascita di esseri multicellulari, animali e piante.
Uno dei batteri che entra nella simbiosi cellulare proviene dal fondo del mare, nella vicinanza di camini vulcanici, a 115 gradi di temperatura, dove le acque fredde dell’ oceano si mescolano con quelle caldissime che sgorgano dalla terra. Per la respirazione cellulare utilizza lo zolfo al posto dell’ossigeno.
Alle estreme condizioni ambientali oppone una capacitá di riproduzione rapida e la produzione di proteine di protezione (heat shock protein). Questo fatto si rivelerá importante per la comprensione del comportamento della cellula tumorale.
Mentre nei batteri il dna é sparso liberamente nel citoplasma, nel citoplasma della cellula simbiotica i radicali liberi di ossigeno prodotti dai mitocondri danneggierebbero il dna dei simbionti. Si crea il nucleo che raccoglie ildna di tutti i simbionti e a seconda delle necessitá si attivano i frammenti necessari a produrre le proteine che di volta in volta sono richieste dai messaggi del citoplasma a loro volta condizionati dai messaggi ricevuti dal matrix extracellulare. La rete epigenetica é costituita da una serie di doppie informazioni dal martix al citoplasma, al nucleo e viceversa dal nucleo al citoplasma , al matrix e a altre cellule.
I mitocondri cedono solo una parte del loro dna al nucleo, mantengono quello necessario per la riproduzione e si moltiplicano nel liquido cellulare (citoplasma) indipendentemente dalla divisione cellulare. Occupano una quarta parte del citoplasma e hanno la importante funzione di mantenere il livello energetico della cellula producendo l’ATP di cui ha bisogno.
La somma del dna mitocondriale é maggiore del dna del nucleo. Mentre quest’ultimo possiede meccanismi di autoriparazione, il dna mitocondriale ne é privo e questo fatto, ignorato dalla medicina ufficiale é estremamente importante per determinare i possibili danni fissi al metabolismo dato dall’uso di antibiotici chemioterapici (come il Bactrim) ritenuti innocui per il dna cellulare ma che generano danni cumulativi e permanenti nella popolazione mitocondriale. Quando il mitocondrio danneggiato si divide, si mantiene la lesione nelle due cellule che si formano nella divisione.
Una lesione mitocondriale provoca un deficit energetico.

La revisione e aggiornamento di dati che fa  Kremer partendo dalla formazione della vita, i primi batteri procarioti (privi di nucleo) e la loro fusione in cellula eucariota (con nucleo), porta a una deduzione importante per la comprensione del comportamento della cellula tumorale: il nostro dna é la somma dei dna dei batteri che entrano in simbiosi ed attiva la espressione di funzioni biologiche dei singoli simbionti che poi si scambiano i loro prodotti di metabolismo nella cooperazione della cellula eucariota moderna di cui siamo formati.

Anche per quanto riguarda l’aids, é la qualitá del matrix extracellulare a determinare l’efficacia dell’immunitá cellulare. Nel matrix i linfociti T se attivati in un certo modo producono radicali di ossigeno e di azoto che partecipano alla eliminazione di antigeni o di cellule difettose.
É questa  funzionalitá dei linfociti T  che si altera nell’ aids, non la loro quantitá totale nel corpo.
Lo stesso Anthony Fauci, prima di diventare un “esperto di aids” aveva fatto uno studio che mostrava come in certe condizioni di stress cellulare i linfociti T si ritirano dalla circolazione periferica e non sono piú misurabili in sangue. Cambiando lavoro se ne é dimenticato.
Il blocco di questa funzione avviene per sucessive iperstimolazioni  o alterazioni croniche che provocano  l’ irrigidimento del sistema e la sua scarsa efficenza. 
Sono state le proteine prodotte da questa situazione alterata ad essere state brevettate da gallo come virali,
confondendo conseguenza con causa. Per cui una persona con una situazione di alterazione del matrix per cause diverse puó produrre una certa quantitá di queste proteine ed essendo queste considerate erroneamente virali, avrá un risultato positivo al test.

Questa visione d’ insieme della vita cellulare offre a Kremer la possibilitá di analizzare quali sono le alterazioni funzionali e strutturali delle cellule e del matrix in altri tipi di malattie come le autoimmuni o le tumorali.
L’ oncologia ammette la sua ignoranza della natura della cellula tumorale e sul perché una cellula sana non riesce piú a differenziarsi e perde la logica della simbiosi fino a consumare il corpo.
Si limita a cercare di distruggere le cellule tumorali nei vari modi possibili, a seconda delle sue caratteristiche.
Tuttora la oncologia ufficiale non sá spiegare la scoperta degli anni 20 di Otto Warburg che nota che la cellula tumorale non utilizza ossigeno,  entra in uno stato embrionale produce energia per glicolisi anaerobica, come le cellule fetali e i batteri.
Con le conoscenze attuali raccolte e relazionate da Kremer é possibile dedurne la ragione: sono i mitocondri che utilizzano l’ossigeno. Se l’ ossigeno non viene usato significa che la barriera mitocondriale é chiusa e viene cosí a viene a mancare la elevata produzione di energia che i mitocondri hanno apportato alla endosimbiosi. La cellula attiva, come adattamento, i frammenti di dna che erano stati ceduti al nucleo dai simbionti precarioti anaerobici e produce la sua energia per glicolisi che é 20 volte inferiore.
Questo fatto ha stimolato le varie teorie della alterazione genetica casuale come causa dei tumori, confondendo ancora una volta causa con conseguenza.
Il fatto che la membrana mitocondriale si chiuda  e la cellula produca momentaneamente la sua energia per glicolisi é normale. Ad esempio, nel momento della divisione della cellula ospite la membrana mitocondriale si chiude per evitare che i radicali liberi di ossigeno danneggino il dna del nucleo che si stá aprendo per la divisione e si riattivano solo a processo terminato, quando il nucleo della cellula si é richiuso.
In processi di crescita rapida, come nel feto o in una ferita in riparazione, la chiusura mitocondriale rimane fissa fino alla fine del processo di crescita rapida,le cellule rimangono in glicolisi finché ritornano a una normale velocitá di duplicazione.
Una diminuzione significativa dell’ energia disponibile nel matrix extracellulare provoca  peró la chiusura permanente e ció a sua volta la perdita della simbiosi. Come un uccello che ritira le ali dall’aria che lo sostiene comincia a cadere, cosí la perdita dell’esposizione della cellula alla energia luminosa che ne ha creato la sintesi ne provoca la regressione a una forma procariota.
Una diminuzione drastica e rapida provoca la necrosi della cellula, la membrana si rompe, il contenuto si sparge nel matrix extracellulare,  per neutralizzare queste proteine vengono prodotti autoanticorpi che aumentano se la situazione persiste e si sviluppano malattie “autoimmuni”
Invece una diminuzione lenta e costante provoca l’ adattamento della cellula a uno stato di carenza energetica
Il problema nasce quando la chiusura é fissa  e riguarda un numero elevato di cellule. Producendo solo 2 molecole di atp per ogni molecola di glucosio rispetto alle 38 molecole di atp prodotte dai mitocondri, aumenta di 20 volte il consumo di zuccheri. Lo scarso livello di energia non permette alla cellala di differenziarsi, e le cellule crescono fino a quando hanno disponibilitá di zuccheri portati dal sangue.
E questo fatto ha portato ai vari tentativi di eliminare il tumore bloccando la irrorazione sanguigna del tumore.
Ma le cellule che non hanno sufficente irrorazione sanguigna possono disporre di un terzo tipo di metabolismo attivato dai frammenti di dna appartenuti ai batteri che utilizzano lo zolfo nella catena respiratoria al posto dell’ossigeno, e attiva lo stesso processo di crescita rapida che caratterizza gli archea del fondo del mare. A conferma di ció si nota a questo punto dello sviluppo del tumore la produzione di “heat shock proteins” che corrispondono al dna di quei batteri. Nel corpo lo zolfo é abbondantemente disponibile nel matrix extracellulare. A questo punto, se la situazione di deficit energetico persiste, la persona comincia a perdere peso rapidamente per perdita di matrix extracellulare. Questo provoca a sua volta la diminuzione del livello energetico di zone sempre piú amplie.
Anche se vengono iniettate proteine, vengono espulsate dal corpo come urea. La maggiore causa di morte per tumore é la cachessia, la consunzione.
É la condizione di deficit energetico lento e costante che provoca la perdita della simbiosi nella cellula tumorale. Il processo é reversibile in ogni momento. Come l’uccello riprende quota nel momento che espone di nuovo le ali all’aria cosí la cellula puó tornare al pieno funzionamento se dal tessuto extracellulare ritorna il corretto messaggio.
Secondo la medicina coreana vecchia di 4500 anni, la malattia é data dalla perdita del corretto movimento e respirazione. La cura é quindi all’80% ripristino di queste funzioni e solo al 20% l’utilizzo di medicinali, per compensare mancanze di sostanze consumate durante il periodo di deficit.
La cura deve quindi orientarsi verso l’ aumento della energia della zona colpita, non il tentativo di distruzione del tumore. Aumentando la energia disponibile nel matrix extracellulare, i mitocondri all’interno della cellula si attivano e l’ aumentato livello di energia permette di nuovo la sua differenziazione. Se la cellula é troppo danneggiata viene eliminata dai linfociti T attivati in funzione Th1.
É stata ottenuta in laboratorio la trasformazione di una cellula tumorale in una cellula sana utilizzando la curcuma che contiene sostanze ricche di energia. Ovviamente questi studi non si applicano nella medicina, peró in Svizzera hanno prodotto la curcumina sintetica che si vende a caro prezzo a chi puó permetterselo, quando gli stessi risultati si ottengono con la curcuma naturale. Non esiste il farmaco miracoloso, ma sostanze che possono essere utili, e il loro utilizzo da parte del corpo dipenderá sempre dalle condizioni generali di pulsazione vitale.
É vero che la chemioterapia puó ridurre il tumore. Dato che le cellule tumorali hanno 20 volte meno energia muoiono prima di quelle sane, ma é un falso risultato derivato dalla miopia con cui si osserva. Di fatto non si cambia la condizione che ha creato il blocco perche si ignora, e in piú gli effetti della chemioterapia abbassano ulteriormente la energia disponibile, creando le basi per una “ricaduta”.
É l’ errore di valutazione che rende incurabile il tumore.
É ovvio che se non si modificano le condizioni che provocano un fenomeno questo continua a prodursi e se anzi si  peggiorano con le conseguenze psicologiche e emotive di una condanna a morte e trattamenti tossici la “cura” diventa piú dannosa della malattia.
La sopravvivenza media di chi non si sottopone a chemioterapia é quattro volte maggiore.
Il concetto di malattia incurabile esiste solo nella nostra civiltá.
In tutte le medicine tradizionali non esiste la parola incurabile. Nella medicina orientale le malattie si dividono in due famiglie, facili e difficili da curare.
Le malattie facili da curare sono quelle di causa esterna (tagli, contusioni, rotture, avvelenamento, malnutrizione, stress ecc...) e sono facili perché, togliendo le cause in tempo il corpo torna da solo verso l’ equilibrio.
Quelle difficili sono di causa interna (pensieri ed emozioni) e sono difficili perché la spinta del cambio puó essere solo interna e coinvolge la voglia di vivere della persona che a sua volta deriva da quanto é stata amata, protetta e favorita nella crescita.
Una pianta puó vivere solo se espone le foglie alla luce e ha una forza interna impercettibile che ogni anno produce un nuovo anello del tronco. In tutti gli esseri viventi é indispensabile la presenza di una forza che spinge verso la luce.  Per iniziare ogni processo biologico c’é bisogno di un investimento iniziale di energia perché parta la funzione vitale, in una persona ci deve essere una spinta verso l’ ambiente esterno per esserne alimentati, nell’infanzia verso i genitori e nella fase adulta verso cielo e terra. Perché ci sia questo slancio ci deve essere una relazione di fiducia verso il mondo. La violenza, fisica o psicologica o anche la mancanza di un esempio vitale, ci rende ignoranti della necessitá primaria. Nel buddismo si dice che tutte le sofferenze derivano dall’ ignoranza. Se ignoriamo chi siamo, quali sono le nostre reali esigenze e ignoriamo di ignorare, vaghiamo nella vita a caso, e ci capiteranno cose a caso anche nella nostra salute. 

Se Kremer osserva dall’interno della cellula, Hamer ci parla di ció che succede nell’ ambiente circostante. Ogni punto del matrix ha trerminali nervosi eccitanti e rilassanti  (simpaticotonici e vagotonici) che determinano le fasi di contrazione e rilassamento del ritmo circadiano, del ritmo giorno notte. Il corpo ha la possibilitá di attivare in momenti di stress o di pericolo un programma speciale ( ad esempio se mi trovo all’ improvviso davanti a un leone) in cui lo stato di eccitazione aumenta in modo considerevole e il corpo aumenta la forma di organi e tessuti allo scopo di correre piú in fretta. Finito il pericolo e la ipereccitazione,  riprende la duplicazione normale e i tessuti tornano nella forma originale.Sara´interessato l’organo che nasce nell’evoluzione della specie con la funzione che viene richiesta, aumentata, dalla situazione di pericolo.  Il corpo é elastico e sopporta questi cambi se sono relativi ad una situazione oggettiva che dura poco tempo. Ma se la situazione perdura nel tempo o se si vive come reale una situazione simbolica che non cambia per condizionamenti inconsci, si ferma l’alternanza di eccitazione e rilassamento, la zona congestionata crea un deficit permanente e si osservano i cambi cellulari osservati da Kremer. Abbiamo visto che la prevalenza di ormoni di rilassamento (vagotonia) notturna é indispensabile per un corretto ricambio cellulare. Se la persona si trova in uno stato di eccitazione permanente (simpaticotonia) questo non é possibile. Nel normale ricambio, in fase di rilassamento, le cellule a basso potenziale energetico sono eliminate dai linfociti T attivati nella funzione Th1. Se manca questa fase in una parte del corpo, si crea una nicchia in cui le cellule tumorali regredite possono vivere e moltiplicarsi. Kremer ora sta approfondendo lo studio della fisica quantistica perché si é visto che la differenza tra una cellula tumorale e una sana é l’assorbimento di pacchetti quantici di luce : se la sana assorbe nella respirazione mitocondriale le tre frequenze dei colori fondamentali, la tumorale é in bianco e nero, é grigia. 
Sia secondo Hamer che secondo Kremer la cura é condizionata dal ripristino della pulsazione normale che per Kremer si ottiene con medicina ortomolecolare per bypassare le funzioni  sospese del metabolismo ma anche con la integrazione delle medicine tradizionali e il ripristino della corretta respirazione e del movimento. Dice Kremer che la medicina moderna, approfondendo gli studi, si sta avvicinando sempre di piú a ció che le medicine tradizionali conoscono da migliaia di anni sull’uso di sostanze medicinali e altri trattamenti che favoriscono il mantenimento e il recupero della salute.
Per Hamer é la risoluzione del conflitto che porta al ripristino della vagotonia prima, poi alla normale alternanza tra i due stati. Nello stato di vagotonia si crea un edema in cui proliferano batteri o virus, a seconda dei tipi di tessuto, che eliminano cellule in eccesso o ricostruiscono lesioni. Molto spesso questi sintomi non interpretati, sono combattuti e soppressi, impedendo la guarigione.
Capire mentalmente il conflitto é utile per dare un senso alla situazione, ma ci deve essere un effettivo cambio energetico della zona colpita.

Nello studio di Reich si descrive la relazione che c’é tra mente e corpo. Se Hamer ci spiega la ragione emotiva per cui si genera il cambio cellulare osservato da Kremer, Reich ci puó spiegare perché si genera una esasperazione del piano emotivo.

Alexander Lowen, un discepolo di Reich, nel suo libro “Arrendersi al corpo” (é un libro interessante soprattutto perché, aldilá dell’esattezza o meno della terapia bioenergetica che Alice Miller accusa degli stessi limiti della psicanalisi, Lowen lo scrive alla fine della sua carriera, con un buon bagaglio di esperienza sulla natura umana), fa un quadro della struttura dell’ essere umano molto utile per concatenare lo studio di Hamer a una realtá piú complessa, non solo mentale, bioenergetica. La descrive simbolicamente come una piramide divisa in cinque strati orizzontali e la intitola “Gerarchia delle funzioni della personalitá”.
Il primo strato, il piú largo, alla base rappresenta la forza biologica di base, la spinta vitale, che nella crescita si manifesta in movimenti spontanei e volontari (secondo strato). Questa dinamicitá genera uno stato emotivo e sentimentale (terzo strato) che si riflette nei processi mentali (quarto strato). In alto, nella punta,il nostro io (quinto strato).
Se il processo é fluido e dinamico, l’ emozione generata é piacevole, la mente é tranquilla, l’io é gioioso e cosciente di questa interazione interna  ed esterna verso il mondo,in contatto col suo sapere profondo.. Se il processo di manifestazione della forza biologica é represso, l’ emozioni generate sono l’angoscia e il dolore.
La mente rifiuta questa emozione, si separa dal corpo, dimentica il trauma per difesa ma si stacca anche dalla forza biologica e diventa iperattiva per cercare di risolvere il problema, ma avendo perso il punto di riferimento con la pulsazione vitale gira su se stessa, creando una specie di labirinto-telenovela, e pensando di essere felice se il copione si realizza e triste se no. Sopra questa piramide un io ipertrofico tenta di assumere la regia da una posizione estremamenter instabile (la piramide ora ha una base stretta e il vertice ipertrofico, praticamente é una piramide rovesciata, estremamente instabile. In una struttura di questo tipo anche conflitti banali possono essere destabilizzanti, di fatto la stessa struttura é giá l’espressione di un conflitto.
Questa dipendenza dalla storia esterna rende le persone piú vulnerabili ai conflitti. In una stessa situazione una persona puó somatizzare un conflitto e un’ altra no.
Qual’é la differenza? Il fatto che in presenza di una buona pulsazione vitale la mente é relativa, non é in posizione centrale, non ci si fissa in un punto.
Difatti Hamer osserva che la condizione per sviluppare un tumore é che il conflitto sia vissuto in isolamento.
É molto bella e profonda, direi indispensabile,  l’ analisi di questa situazione di contatto o distacco da sé  che fá  Alice Miller nel libro “El saber proscrito”(titolo originale “Das verbannte vissen”,non so se é edito in italiano) in cui, dopo anni di lavoro come psicanalista, accusa la psicoanalisi freudiana  di ignorare questa rottura di base con la vita e analizzare eternamente e inutilmente solo gli aspetti esteriori di questo conflitto.
Prosegue Lowen: “Dato che i problemi che le persone si trovano ad affrontare si sono strutturati nella loro personalitá da molti anni, non é realistico aspettarsi una guarigione rapida e agevole.........Il principio sotteso all’ Analisi Bioenergetica é l’identitá funzionale e l’antitesi fra mente e corpo, o tra processi psicologici e fisici. É un principio che deriva dal fatto che una persona é un essere unitario e ció che avviene nella mente avviene anche nel corpo. Quindi se una persona é depressa e nutre pensieri di disperazione, impotenza e fallimento, il suo corpo mostrerá un analogo atteggiamento depresso, attraverso una diminuzione degli impulsi, una ridotta motilitá e una minore ampiezza della respirazione; risultano depresse tutte le funzioni corporee come la respirazione, compreso il metabolismo e ne consegue una minore produzione di energia.(ció che vede Kremer. ndr) Naturalmente la mente puó influenzare il corpo, proprio come quest’ ultimo influenza la mente. Ció significa che in alcuni casi é possibile migliorare il funzionamento corporeo modificando l’ atteggiamento mentale, e che ogni cambiamento cosí indotto sarebbe solo temporaneo se i processi corporei sottostanti non subissero un cambiamento significativo. D’altra parte, migliorare direttamente funzioni corporee come la respirazione, la motilitá, la sensibilitá, e l’autoespressione ha un effetto immediato e duraturo sull’ atteggiamento mentale. In ultima analisi, aumentare l’ energia della persona (Kremer) é la trasformazione fondamentale che il processo terapeutico deve produrre per raggiungere il suo scopo di liberare l’ individuo dalle restrizioni del passato e dalle inibizioni del presente. Il seguente diagramma mostra la gerarchia delle funzioni della personalitá come una piramide con l’ io al vertice.( mostra la piramide) Queste funzioni sono reciprocamente interrelate e dipendenti e poggiano su una base che rappresenta la produzione e l’impiego di energia.(Kremer).
Scopo della terapia é aiutare l’ individuo a recuperare la piena potenzialitá del suo essere. Tutte le persone che vengono in terapia sono state gravemente menomate, da traumi infantili, nella loro capacitá di vivere ed esperire la pienezza della vita. É questo il disturbo di base della loro personalitá, dietro ai sintomi manifesti. Mentre il sintomo denota in che modo l’ individuo é stato danneggiato nella sua educazione (somatizzazione di Hamer), al fondo c’é la perdita di una parte del sé. Tutti i pazienti soffrono di qualche limitazione della personalitá: limitata autoconsapevolezza, ristretta espressione di sé e ridotta padronanza. Queste funzioni di base sono le colonne del tempio del sé. La loro debolezza crea un’insicurezza nella personalitá che mina tutti gli sforzi compiuti dall’individuo per trovare la pace e la gioia che danno alla vita piena soddisfazione e il suo significato piú profondo. Si tratta di un obiettivo ambizioso per qualunque intervento terapeutico e si é giá detto prima che non é facile raggiungerlo. Ma senza una chiara comprensione dello scopo terapeutico ci si puó perdere nel labirinto dei conflitti e dell’ambivalenza che confondono e frustrano molti sforzi terapeutici. Per moltissime persone, nella nostra cultura, la vita é una lotta per sopravvivere e la gioia é un’esperienza rara.”

Il punto principale é che l’energia che abbiamo viene da fuori e dipende dal fatto che la lasciamo entrare.
Questo a sua volta dipende da se la persona lo ha appreso dall’ esempio nell’educazione. Per vivere é necessario che la persona si esponga all’esterno, é questo il gesto di crescita. É necessario che questa dipendenza sia riconosciuta dalla cultura di un popolo, cosa che non succede nella nostra civiltá.
Herman Hesse scriveva negli anni ’20: “la societá é formata da uomini-bambini”. Abbiamo perso il concetto di crescita nel rispetto della natura. Non c’é da stupirsi se il 30% delle persone muore di tumore o se il 50% dei bambini di Milano ha seri problemi psichici.
Il bambino é avviluppato nella madre, nasce e si sviluppa, si srotola e sviluppa le sue potenzialitá sia di espressione che di ricezione. La contrazione provocata dal dolore o dalla mancanza di un esempio stimolante impedisce lo sviluppo della condizione basica per la vita: la ricezione della pulsazione luminosa e la sua libera distribuzione in tutto il corpo.
Lo sviluppo della persona passa attraverso stadi come il bruco diventa bozzolo poi farfalla che corrispondono agli stadi di bambino, adolescente e adulto. Se si rimane allo stato di bozzolo, in una situazione statica, non si rispetta la dinamica vitale e si crea un deficit per mancata esposizione all’entrata di energia.
Questa é la responsabilitá che la persona deve assumere nella crescita o in un processo di guarigione quando questa condizione non é rispettata e genera uno stato di malattia.Questo dovrebbero insegnare genitori, maestri e medici. Interventi esterni, quando la causa é data dall’atteggiamento interno, possono portare solo a risultati parziali e non duraturi.

Un altro importantissimo elemento della scoperta di Hamer é la possibilitá di distinguere tra vere malattie e false diagnosi 

L’analisi fatta fin’ora riguarda la visione differente di un vero processo degenerativo. Ma molte volte vengono fatte false diagnosi di tumore

Una vera situazione di malattia degenerativa si dá quando esiste un blocco reale e costante della pulsazione vitale, l’alternanza di eccitazione, espansione, contrazione  e rilassamento. Questo succede secondo l’ analisi di Hamer se il conflitto non si risolve e si crea una situazione di eccitazione  (simpaticotonia) permanente, bloccando la pulsazione, o se si entra in quella che Hamer chiama un conflitto in bilancia, in cui si entra in fase di risoluzione ma prima della guarigione completa si riattiva il conflitto e si crea una situazione in cui si sommano i sintomi di fase attiva con quelli di risoluzione e anche in questo caso si blocca la libera pulsazione della zona. Sono le complicate situazioni derivate da traumi infantili e condizionamenti negativi radicati. Il pericolo della situazione non dipende tanto dalla sua natura, quanto dalla sua durata.
In questi casi la comprensione intellettuale di Hamer non é sufficente.
Le medicine tradizionali, come l’Ayurveda (che significa scienza della vita e che considera curabili malattie come il tumore o la paralisi), agiscono direttamente sullo stimolo e l’equilibrio energetico, indipendentemente dal conflitto, attraverso l’analisi dello stato di relazione tra gli organi e gli elementi del corpo

La fase di riparazione implica spesso sintomi appariscenti come edemi, febbre, dolore, suppurazioni e
riparazione di tessuti in cui le cellule cambiano momentaneamente il loro ritmo di duplicazione o le loro caratteristiche.

La medicina ufficiale ignora il carattere bifasico della malattia, che la fase di soluzione passa per fasi appariscenti come edemi, febbre, dolore, suppurazioni, che i tre tessuti embrionari si comportano in maniera diversa (i tessuti dell’ endodermo crescono in fase attiva, mentre i tessuti del mesodermo e dell’ectodermo crescono in fase di riparazione).
Il linfoma, la leucemia, la displasia del collo dell’utero, sono false diagnosi, sono in realtá fasi di guarigione. Diventano pericolose solo se entrano in bilancia.

É estremamente diversa la situazione incui varie zone del corpo sono effettivamente in deficit energetico per un blocco reale della pulsazione e si genera una grave alterazione del metabolismo ( ossia la effettiva presenza di un processo tumorale), da quella in cui a una persona in un controllo periodico vengono trovate “cellule anomale” o “noduli”.
Hamer manda la pelle di una ferita in riparazione a un laboratorio di analisi di oncologia e vengono classificate come cellule tumorali. Per cui vengono diagnosticate di tumore persone che stanno somatizzando processi limitati come intensitá e tempo che regrediscono spontaneamente senza alterare il metabolismo vitale del corpo. Dato che nei tumori vengono trovate cellule a crescimento rapido, quando si trovano anche poche cellule con caratteristiche simili, vengono definite tumorali. Se la persona viene diagnosticata di tumore, crea conflitti maggiori per il colpo emotivo, e viene sottoposta a trattamenti tossici, puó peggiorare la sua malattia e entrare in un processo realmente tumorale e ció viene interpretato come conferma della diagnosi
Se invece il tessuto finisce il suo processo e torna normale diventa un caso guarito dalla chemioterapia.

Ho visto varie situazioni in cui erano giá previste operazioni e chemioterapia risolversi da sole in qualche settimana.
In questi casi la medicina ufficiale dice che evidentemente non era un tumore.

Lo stessoche succede nel caso dell’aids: in una situazione di immunodeficenza di cui non si cercano e quindi non si trovano le cause, si estraggono proteine che si definiscono arbitrariamente virali, e a persone sane che producono molte di queste proteine che in realtá tutti produciamo in quantitá diverse, si regala la condanna dell’isolamento sociale e la dipendenza ansiosa e costante dai risultati delle analisi del sangue che ironicamente variano secondo la tensione emotiva. Le somatizzazioni dei conflitti che inevitabilmente ne derivano e i miglioramenti superficiali dati dalla soppressione dei sintomi per mezzo dei cocktail sono considerati conferma della diagnosi

Nel caso che il  conflitto sia limitato come massa emotiva entrerebbe secondo la medicina tradizionale nella famiglia delle malattie di causa esterna, ossia facile da curare. Bisogna solo chiarire e terminare di risolvere il conflitto, e utilizzare le scoperte dei veri ricercatori per superare il terrore di una falsa diagnosi, data come condanna da una medicina miope e resa ancora piú cieca dalla aviditá degli uomini. 

Antonio Tagliati